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Dopo il resoconto fotografico, il racconto della tre giorni in giro per la Lombardia, con il 1° Lombardia Bike Tour, dedicato a Gigi Riccardi, fondatore di FIAB e mentore di tanti di noi.

16 – 18 settembre 2011:
IL 1° LOMBARDIA BIKE TOUR, PER TE, GIGI!

 
Cominciamo col dire che per FIAB non è una grande novità il genere bicistaffetta: da anni si propone un percorso per promuovere la mobilità ciclistica, il cicloturismo, alcuni percorsi particolari come lo è stata quella di quest’anno, la Ti-Bre Dolce, lungo la nuova ciclovia tirrenica, la n. 16 di Bicitalia.
Ciò premesso, il 1° Lombardia Bike Tour è stata un’esperienza particolare per le associazioni lombarde almeno per un motivo: era uno dei sogni di Gigi Riccardi che, purtroppo, non è riuscito a veder realizzato e dunque è stato per il coordinamento regionale della Lombardia un onore, oltre che un piacere, poter dare corpo a questa idea di Gigi e a lui dedicare questo successo.
Quando Edmondo Strada, amico di lunga data di Gigi, ci ha proposto di organizzare questa bicistaffetta lombarda come evento principale di Lombardiainbici, il Coordinamento regionale non ha esitato, con un pizzico di incoscienza e molto entusiasmo, ad accogliere questa proposta. Ci sembrava un’ottima occasione per promuovere il territorio lombardo e le sue molteplici eccellenze attraverso gli itinerari del redigendo Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, oltre a sollecitare l’attenzione di amministratori, politici e cittadini sui temi della mobilità ciclistica e le straordinarie potenzialità del cicloturismo come strumento di rilancio delle economie locali.
Il bike tour è stato l’evento clou dell’ottava edizione di Lombardiainbici e ha dato il via, il 16 settembre, alle molteplici attività a due ruote che caratterizzano la regione Lombardia in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.
Alcuni numeri del bike tour: 4 le province toccate, Brescia, Cremona, Lodi e Milano; 5 le associazioni FIAB coinvolte nell’organizzazione sul territorio, Brescia, Cremona, Lodi, Paullo e Milano; 9 i comuni che ci hanno dato ospitalità, Verolanuova, Robecco sull’Oglio, Cremona, Pizzighettone, Camairago, Turano, Lodi, Paullo, Cassano d’Adda; 27 i cicloturisti fissi che hanno partecipato a tutto il tour accompagnati da molti altri lungo il percorso fino ad arrivare a 40/50 cicloturisti tra una tappa e l’altra; 2 testimonial d’eccezione, Enrico Marcora e Giorgio Puricelli, consiglieri della Regione Lombardia e promotori del Gruppo Amici della Bicicletta del consiglio regionale and last but not least la piacevolissima presenza dell’architetta che si occupa del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, Erminia Falcomatà, che ha voluto condividere con noi questa esperienza in veste privata ma che crediamo sia stata un’opportunità interessante anche per il sua attività lavorativa.
     
La nostra avventura inizia la mattina del 16 settembre davanti alla stazione Centrale, dove i cicloturisti di Milano si sono dati appuntamento per prendere insieme il treno per Brescia. La disponibilità del personale viaggiante è stata totale perché non è stato facile caricare 18 biciclette – tanti eravamo da Milano – sul treno per Brescia: l’incastro bici sul treno crediamo sia stata un’esperienza “educativa” per i nostri amici consiglieri regionali che oggi capiscono meglio quali problemi deve affrontare un turista con bici al seguito.
Alla stazione di Brescia, un festoso comitato di accoglienza ci dà il benvenuto e con loro iniziamo il nostro tour in bicicletta alla scoperta delle bellezze della città: si comincia con la visita dell’avveniristica stazione delle biciclette, che ci fa respirare un po’ di aria da paese nord europeo; e poi il Tempio Capitolino, Piazza della Loggia, il Duomo e il Palazzo della Provincia, dove ci attende l’assessora Vivaldini e la presidente Prandini della società Sintesi che gestisce il parcheggio delle biciclette. Al momento istituzionale con fotografi e televisioni locali fa seguito un buffet pantagruelico organizzato dai soci di Brescia. Il momento gastronomico è stato un po’ la cifra di questo bike tour, tant’è che qualcuno sperava di perdere qualche etto e invece ha messo su qualche chilo e ancora non capisce il perché. Lasciamo Brescia nel primo pomeriggio alla volta di Cremona con soste a Verolanuova, dove la sindaca Bragadina, un concentrato di entusiasmo e amore per la propria città, ci accompagna nella visita di Palazzo Gambara; e poi Robecco sull’Oglio, accolti a Palazzo Barni della Scala dal sindaco Pipperi.
La strada verso Cremona è piacevole ma i chilometri sono ancora tanti e il caldo fuori stagione non ci dà tregua: all’arrivo in città  comincia già ad imbrunire e c’è giusto il tempo per una doccia veloce prima della cena al centro sociale il Cascinetto. Il dopo cena con giro di Cremona by night è accolto solo da alcuni ciclisti modello “Duracell”, ancora sufficientemente carichi nonostante il pomeriggio impegnativo in bici da Brescia a Cremona.
Sabato mattina il ritrovo è in una Piazza del Duomo affollata dalle bancarelle del mercato settimanale: decine e decine di biciclette in mezzo al mercato, rinforzate da un folto gruppo di ciclisti da Lodi,  hanno creato un’allegra confusione e forse ha messo un po’ in difficoltà il sindaco Perri, ma sicuramente non siamo passati inosservati.
Accompagnati per un tratto dalla Polizia Locale di Cremona, il chiassoso gruppo di cicloturisti lascia la città alla volta di Lodi, lungo l’argine del fiume Po e i molti percorsi ciclabili del lodigiano attraverso Pizzighettone – dove avremo modo di conoscere la sindaca Bianchi, forse ancora un po’ imbarazzata da questo ruolo che ricopre solo da pochi mesi ma che ha dimostrato grande disponibilità nei nostri confronti -, Camairago, Turano. Ognuno di questi luoghi è caratterizzato da gioielli architettonici ancora poco conosciuti: un’imponente cinta muraria a Pizzighettone, il Castello Borromeo a Camairago e Palazzo Calderara a Turano. Ah, dimenticavo: a Pizzighettone lo gnocco fritto con salumi e vino rosso offerti dai commercianti locali hanno mandato in visibilio i “gastronauti in bicicletta” che con fatica hanno ripreso possesso del mezzo dopo la sosta. 
L’arrivo a Lodi è nello splendido Palazzo della Provincia, realizzato nei due ex conventi di San Cristoforo e San Domenico, e il folto gruppo di ciclisti viene accolto con tutti gli onori dal presidente della Provincia Foroni e dall’assessora Capezzera. Visita guidata della sede, accompagnati da una guida molto preparata, e, dulcis in fundo, l’immancabile buffet a base di prodotti locali: una presentazione di gran classe che si addice ad un luogo di grande prestigio come la sede della Provincia ma che, forse, stride un po’ con l’abbigliamento informale dei nostri ciclisti. Non che questo abbia creato qualche imbarazzo ai partecipanti che non hanno perso l’appetito nonostante la mise inadeguata e lo gnocco fritto del pranzo!
Per il dopo cena il comune di Lodi ci ha offerto la visita guidata della Chiesa dell’Incoronata, uno degli esempi più fulgidi del rinascimento lombardo: un’opera architettonica che ti lascia senza fiato per la sua magnificenza ma ancora non così conosciuta dal grande pubblico.
Domenica, ultimo giorno del nostro tour: dopo due giorni di caldo assassino, la domenica il tempo non promette nulla di buono ma la fortuna ci assiste e riusciremo sempre ad evitare la pioggia. Prima tappa a Paullo, alla Casa dell’Acqua, punto Parco gestito dal Consorzio Muzza Bassa Lodigiana. Incontro con gli assessori Sposini e Pacchioni, Cremonesi del Consorzio e tanti soci dell’associazione FIAB Paullo che Pedala…. e ovviamente qualcosa da mangiare, tanto per non perdere le sane abitudini.
Dopo un percorso fatto di “metto l’abbigliamento da pioggia, tolgo l’abbigliamento da pioggia”, verso l’ora di pranzo finalmente siamo a Cassano d’Adda, dove ci accolgono in bicicletta il sindaco Maviglia e l’assessore Gaiardelli per accompagnarci sulla piazza del  Castello Borromeo.
Pranzo all’Isola Borromea (come si nota dalle denominazioni, i Borromeo hanno lasciato il segno da queste parti), un delizioso ristorante lungo il fiume Adda gestito dalla Cooperativa Alboran. Durante il pranzo si aprono le cateratte che miracolosamente si richiuderanno non appena ci rimettiamo in sella per raggiungere Milano lungo il naviglio Martesana. L’arrivo nella grande metropoli ci destabilizza un filo, dopo tre giorni in bicicletta fra tranquilli paesaggi fatti di colline e campagna, fiumi e canali, piccoli paesi e città di provincia, ma la calorosa accoglienza degli amici di Fiab Ciclobby ci fa dimenticare il caos di un normale pomeriggio in Corso Buenos Aires. Insieme percorreremo gli ultimi tratti di questo tour che si concluderà festosamente a Palazzo Isimbardi, sede della provincia di Milano, battezzati solo da qualche goccia di pioggia.
Ci accoglie, prima di entrare nel Palazzo sede istituzionale della Provincia dove ci attende l’assessore De Nicola, uno striscione che segnala l’arrivo del 1° LOMBARDIA BIKE TOUR all’inizio di Corso Monforte: non c’è che dire, questa cosa ci fa sentire importanti, anche se abbiamo fatto solo 230 km in tre giorni, distanza che i grandi campioni del ciclismo fanno in un giorno! Foto, applausi, brevi discorsi e di nuovo in sella per raggiungere le proprie case prima che si scateni l’inferno meteorologico. Nei tre giorni in bici siamo rimasti un po’ fuori dagli eventi quotidiani e ci era sfuggito un piccolo dettaglio come lo sciopero treni: come dire, cambio di programma e di nuovo in bicicletta per tornare a casa. Per i più fortunati solo qualche chilometro ancora, ma la folta delegazione di soci FIAB del sud Milano di chilometri ne hanno aggiunti una ventina, gli ultimi sotto una pioggia battente: la fortuna, del resto, non può sempre essere dalla nostra parte!
 
Giulietta Pagliaccio
Coordinatrice FIAB Regione Lombardia
 

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